Diario di bordo

o anche,
Come Sopravvivere in una città straniera per 6 mesi. Sei mesi sono il vero problema, perché non sono nè tanti, né pochi, rappresentano quel noioso ibrido che non ti concede il rilassamento mentale del lungo periodo, ma non puoi nemmeno stare a guardare il cielo aspettando che passino.
Il primo grande vero problema è la ricerca della casa.
Di quella ovviamente te ne occupi i mesi prima dell’arrivo, per evitarti giorni in costosissimi alberghi. E già a distanza inizi a capire che la casa che stai cercando, semplicemente non c’è.
Se sei uno studente, un erasmus, o un qualunque soggetto singolo in cerca di alloggio, ecco: per te si aprono infinite soluzioni di scelta, camere in condivisione, studentati (e negli studentati puoi scegliere la doppia senza bagno, la singola senza bagno, la doppia con bagno, la singola con bagno e cucina, .. insomma non puoi non sbizzarrirti nella scelta), ma se sei un tipo riservato puoi sempre optare per i cosiddetti, appartamenti disegnati intorno a te.

MA se come nei migliori anni della migrazione arrivi con tanto di famiglia?
Le opzioni si restringono.
Prima cosa, quella che ti sembra la più ovvia, contatti le agenzie immobiliari, le quali però ti rispondono (quando ti rispondono) che loro NON affittano per periodi inferiori all’anno, ma tu fai solo 6 mesi, e quindi? quindi NO.

Allora provi a contattare i Residence, perché le agenzie ti hanno fatto riflettere sul fatto che in realtà ti fermerai per un breve periodo. I residence però sono poco inclini alla sensibilità, che tu stai un giorno o mille la cosa fa poca differenza, l’economia deve girare, e così ti inviano il loro preventivo: la quota giornaliera moltiplicata per i 180 giorni che dovrai trascorrere nella simpatica cittadina. Cifre da capogiro.

Quando stai per arrenderti all’evidenza ecco che inciampi in questi siti di affitto temporaneo, detti anche di home sharing, persone che per qualche motivo lasciano per periodi più o meno lunghi la loro casa a disposizione di altri.

IMG_1267
Ed eccoci dunque finiti qui, nella casa di un artista (per riservatezza non dirò di chi si tratta perché credo sia abbastanza famoso), è in tournée con la famiglia fino a Pasqua in un posto bellissimo e caldissimo, e ci ha lasciato la sua casa per i nostri primi due mesi qui a Graz.La casa è arredata, corredata, e diciamocelo, per noi lo spazio che resta è molto poco ma la cosa ha avuto sicuramente i suoi vantaggi, il mio bimbo si è trovato a condividere la cameretta di un bimbo della sua stessa età, con un milione di giocattoli!

 

foto stanza

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5 risposte a “Diario di bordo

  1. Pingback: la casa | Un'Italiana a Graz·

    • eh eh!! grazie !! e dire che lo vedo scritto mille volte al giorno, visto che siamo ancora adesso alla ricerca disperata di una casa da settembre! troppo gentile a leggermi!! a presto!!

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