La crisi, quando arriva arriva

Sembrava troppo bello per essere vero, e infatti… proprio quando, dopo un mese e mezzo passato in stato vigile e guardingo, mi sono finalmente “seduta”, credendo di aver superato lo scoglio, eccomi qui travolta da un’ondata che mi ha centrata in pieno.

E’ arrivata la crisi, la crisi di bimbo.

All’inizio di Settembre era il mio pensiero fisso, mi ripetevo, vedrai che crisi quando torneremo in Austria, lui adora stare qui in Italia, come faremo?? come?? … con un po’ di scetticismo abbiamo deciso di mandarlo comunque due settimane all’asilo italiano prima di ritirarlo “definitivamente” senza tuttavia capire se fosse una cosa buona e giusta, gli abbiamo fatto festeggiare il compleanno con tutti i suoi amichetti (5 giorni in anticipo) prima di partire… e lui, fino alla fine, niente, nulla, nessun segno di cedimento; ogni tanto gli facevo qualche domanda ma lui sembrava anche contento di partire di nuovo per l’Austria.

Poi il giorno del suo arrivo qui, che era proprio il giorno del suo quinto compleanno! (ci ha raggiunto qualche giorno dopo, accompagnato dai nonni, fintanto noi sistemavamo la casa nuova) Tutto perfetto, il regalo dei nonni, la torta nel ristorante italiano, la nuova bellissima cameretta,  lui sembrava felice!

Dopo i primi due giorni di assestamento siamo andati alla ricerca della nuova scuola, perché ovviamente il kindergarten sarebbe stato un altro! E l’abbiamo trovata subito, un kindergarten privato a conduzione familiare, con un approccio pedagogico interessante (la scuola ha una particolare predisposizione ad accogliere anche bambini con disabilità, infatti ci sono molti bambini down, ed è molto rinomata qui a Graz, ne parlano davvero bene). Da subito ho pensato che una maggiore sensibilità nei confronti di bambini “diversi” avrebbe potuto aiutare anche bimbo che qui in Austria è appunto “diverso” dagli altri bimbi.

Il nuovo Kindergarten è abbastanza lontano (per portarlo e andare a prenderlo mi vanno circa un paio di ore al giorno, ma cos’altro ho mai da fare?!) insomma,  è talmente bello che da subito abbiamo capito fosse quello giusto, per cui non abbiamo cercato altro. Persino l’inserimento è stato in discesa, dopo i primi due giorni, vedendo che bimbo piangeva quando mi vedeva arrivare (piuttosto che piangere perchè me ne andavo)  hanno detto che potevo direttamente lasciarlo a tempo pieno, che poi “tempo pieno” è comunque relativo, visto che si tratta di un kindergarten che chiude alle 13.30, e io entro le 13 lo voglio a casa.

Le maestre sono tutte molto carine, la struttura è un po’ datata, visto e considerato che proprio quest’anno festeggia i 35 anni di attività! ma ha tutto: la palestra interna con mega tappeto elastico, la piscina esterna per l’estate e giochi da giardino che in Italia ce li sogniamo! Dopo circa 10 giorni dall’inserimento bimbo ha iniziato a canticchiare in tedesco le canzoncine del kindergarten e dire parole e piccole frasi in tedesco, con nostra grande sorpresa visto che i primi 6 mesi gli erano scivolati sopra (forse…) senza lasciare traccia.

La settimana scorsa abbiamo tagliato il traguardo del primo mese e mi ritenevo pienamente soddisfatta, era andata! (?????) Invece macchè. Il pomeriggio stesso iniziano i primi segnali di quella che chiameremo poi “la crisi”. Si manifesta inizialmente come otite. Corriamo al pronto soccorso e per qualche giorno resta a casa da scuola. Verso il finire della convalescenza iniziano i pianti, … gli mancano i nonni, … non vuole più andare al kindergarten, … conta i giorni e le ore che lo separano dall’Italia e inizia a dire che Graz fa schifo e che non ci vuole vivere mai più.

Mi sento triste e demoralizzata, sapevo che sarebbe successo ma forse a destabilizzarmi è il fatto che sia successo in un momento di vulnerabilità, quando ormai non me lo aspettavo più. Adesso c’è poco da fare, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo affinché questa crisi possa passare!

 

 

 

 

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6 risposte a “La crisi, quando arriva arriva

  1. Ciao Silvia, ma che bel blog ti ritrovi! Molto interessante, mi piacerebbe che tu mi contattassi dato che vorrei pubblicare sul sito degli italiani in Austria (www.scappiamo.net) una intervista sul tuo blog così puoi farti conoscere in giro. un saluto, Enzo

  2. sono sempre piu’ orgogliosa di te..presto la tua fama varcherà i confini!! ho guardato il sito scappiamo.net..spulciato in ogni angolo, ma non c’è ancora la tua intervista!! perchèèèèèèèè??????????????

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