auf wiedersehen Graz

E alla fine è arrivato l’ultimo giorno, l’ultimo Blog, l’ultimo cappuccio da Tribeka, le ultime ore in questa mia amata Graz (e giù lacrime).

Mi hanno chiesto in diversi se andrò avanti a scrivere questo Blog (ora, neanche lo avessi scritto con costanza e serietà) però no, ormai sta italiana, a Graz non ci vivrà più e dunque la cosa perderebbe (ne avesse avuto) di senso. Quindi cari amici, è giunta l’ora di salutarci. Per qualche strano motivo (del tutto casuale) siete davvero in tanti a leggere questo Blog per cui grazie  a tutti. Mi sento un po’ come Creamy nell’ultima puntata del cartone quando sul palco, durante l’ultimo concerto, aspettava l’arrivo dell’Arca di PinoPino che l’avrebbe portata via. Sono anche vestita nello stesso modo.

Se penso a quando decisi di scrivere questo blog quasi due anni e mezzo fa, tutto ora appare così strano e diverso, lontanissimo. Intanto la mia ingenua scelta del titolo, neanche fossi l’unica italiana qui… forse un po’ lo pensavo, in realtà qui di italiane ce ne sono di tutti i tipi, forme e colori, e alcune sono proprio fantastiche! (e giù lacrime).

Sono stati due anni e mezzo meravigliosi, intensi e positivi. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere persone belle belle in modo assurdo e di creare legami spero eterni.

Bimbo ormai parla un tedesco quasi perfetto e io trovo che questa cosa abbia del miracoloso. Io col tedesco ci ho provato, sul serio, poi è successo quel che è successo, le motivazioni sono scemate e tutto è andato a rotoli, però sia chiaro, il tedesco non mi è proprio scivolato via del tutto, qualche semino lo ha messo, un pochino lo capisco e se proprio proprio non ho alternative mi so anche far capire. Mi sarei dovuta impegnare di più e questo resterà il mio cruccio.

Il punto è che io da qui non vorrei proprio andare via, e se ci fosse anche solo una micropossibilità di restare non esiterei. ma non c’è, quindi il carrozzone riparte per una nuova destinazione. Per noi zingari del circo legarsi alle persone e ai posti può essere doloroso, e come ha detto ieri il mio bimbo “a che serve farmi nuovi amici se tanto poi perderò anche loro”. E’ una vita un po’ strana la nostra, concedeteci di essere arrabbiati.

Oggi è un giorno triste, di ultime cose, di lacrime e di abbracci, ma tra poco il portellone della nostra auto si chiuderà con dentro tutto il nostro Mondo, e poi via,

domani è un altro giorno

PS Chissà… potrebbe anche essere che mi metterò a scrivere Un’italiana a Exeter, ma poi rischierebbe di suonare un po’ come la saga di I love shopping, ma vedremo non si sa mai, forse nella noia, tra una pioggia e l’altra…

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2 risposte a “auf wiedersehen Graz

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