No carpet, no party

Si possono provare sentimenti per un pavimento? Certo. Questo è indubbio.

ll pavimento in rovere della mia casetta in Italia non solo mi è molto caro, ma il solo pensiero mi scalda il cuore e lo riempie di nostalgico amore. Ammetto di essere piuttosto sensibile a tutto quel che riguarda il tema della casa e del design e provo un piacere smodato e compulsivo nello sfogliare riviste di arredamento in ogni momento. Provo una sorta di culto per pavimenti, rivestimenti, mobili, tappeti tende. Tutto. Passerei la vita ad arredare case (e in effetti lo sto facendo) e scelgo ogni singola cosa con dovizia di particolari. In questo però l’Uk mi sta rendendo le cose piuttosto difficili, e benché non disdegni il genere country (rimamendo comunque fedele al minimalchic) ci sono cose che proprio non vanno. Non mi sto riferendo alla quasi totale assenza di negozi decenti (e tuttavia costosi) di arredamento.

Il problema più grave di tutti è lui: il carpet.

Chiamiamolo carpet o moquette, chiamiamolo un po’ come ci pare, di fatto, il carpet è il re incontrastato di tutta questa grande isola. Rotoli e rotoli di carpet si estendono a macchia d’olio in ogni dove, nelle case, nelle scuole, nei locali pubblici o privati e la cosa che io trovo sconcertante è che “Lui” piace, e piace davvero.

Ora passi che uno se lo voglia mettere nella zona notte, e per zona notte intendo limitatamente alle camere dove si dorme (perché deve essere chiaro che un carpet succhia più polvere di quanto possa una zanzara succhiare sangue in un’afosa notte estiva). Ma perché, e mi chiedo seriamente perché (?????) lo troviamo in quei posti dove mai dovrebbe stare?

In cucina. Che meraviglia avere il carpet in cucina, da premiare è soprattutto la praticità. Ogni cosa che disgraziatamente cade dal tavolo, sia essa liquida, solida, o addirittura cremosa (perché no, nutella, gocce di cioccolato, coca cola..) genera attacchi di panico, o di cuore.

All’ingresso. Nota per il suo clima asciutto o solare l’UK sembra essere il luogo adatto dove mettere moquette all’ingresso. Ovviamente in questa frase c’è del velato sarcasmo, per cui non credo sia necessario dire oltre. Si potrebbe infatti scrivere un intero capitolo sui chili di fango che ci si trascina tornando a casa soli, con figli, con amici di figli, con amici di figli con passeggini, per non parlare della fortuna di coloro che hanno un bel cagnolino che si rotola felicemente nel fango prima di poter riposare sul morbido e bianco carpet del soggiorno (passando per l’ingresso).

Sulle scale. Che neanche le più snodate tecniche ninja possono aiutare per pulirlo.

In bagno. Ok, sì, c’è anche in bagno. Nel nostro caso la moquette non manca in nessuno dei tre micro bagni di questa casetta. Vi lascio solo immaginare il profumo e l’igiene e passo oltre.

E se proprio la devo dire tutta, nella maggior parte dei casi lo trovo esteticamente brutto, anonimo, un rovina case, un rovina vite. Ho visto case bellissime, di pregiato valore storico, rovinate da dubbie distese di carpet. Personalmente non vi trovo nessun fascino e nessun pregio.

Ebbene, diciamolo, io il carpet lo odio. È un sentimento brutto lo so, ma è radicato e violento. Qui in UK credo di poter dire senza nessuna esitazione che il carpet sia, ora e sempre il mio peggiore nemico.

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