novantuno

Vivere all’estero significa anche, o forse più di tutto, essere distanti, troppo distanti, da ciò che invece spesso vorremmo vicino. La lontananza dalle cose che amiamo è un fardello pesante da portare, soprattutto in certe tristi giornate di piogga. Ed è forse cullata da questa malinconia, da questo tempo che sembra essersi fermato, dalla pioggia che si ostina a scendere che ho deciso di raccontare una cosa.

Io sono fortunata, perché ho ancora 3 nonne e un “nonno”. Non me vogliano quindi gli amici di “casa” del poco tempo che ho da dedicare loro quando sono in Italia, ma io, se posso, desidero stare con loro.

La nonna Lina, di battesimo Carolina è la mia nonna più anziana. A novembre compirà 97 anni, ma non diteglielo perché di certo non gradirebbe. È la nonna che mi ha allevata fin da quando avevo 4 mesi, mi cuciva i vestiti, mi pettinava i capelli (districando i nodi con la vaselina) mi portava a spasso e mi ha insegnato un sacco di cose (leggere le ore, allacciare le scarpe and so on). La nonna Lina fino ai 92 anni viveva da sola, cucinava, prendeva la corrierina tutte le mattine per il centro e si tingeva i capelli una volta al mese. Poi un brutto giorno si è ammalata e ha smesso di camminare. Ora sta alla casa di riposo, (una bella casa di riposo, come quelle delle favole) e tutti le vogliono bene, anche se può capitare, alle volte, che non sia proprio in giornata e allora dice delle cose tremende. Le piace molto cantare e quando di merenda c’è il gelato.

La nonna Gina, di battesimo Rolanda (????) conosciuta anche come Hollywood è la mamma del papà. È la più giovane della mie nonne e tra 3 giorni compirà 89 anni. Io sono “il suo sole”.

La sua espressività è spiccatamente teatrale, ma non stupisce visto che la storia della sua vita farebbe impallidire un qualsiasi romanzo d’appendice di fine ottocento. Ha una passione per gli ospedali e le ambulanze (alla croce rossa la conoscono ormai per nome) e ha subito un sacco di interventi (minori). Ci vede molto poco, o meglio, è volto vicina alla cecità ma non ha mai portato gli occhiali, perché la leggenda vuole che non esistano occhiali per lei. Per questo non esce mai di casa, e ogni volta che ci prova cade. È una delle poche donne al mondo, credo, che ami aumentarsi l’età e da che io abbia memoria sta attendendo il giorno della sua morte. Trascorre la sua vita sul divano e aspetta.

Poi ci sono loro, Bice e Nino (di battesimo Bassano e Beatrice). Non li ho mai chiamati “nonni” ma il termine in sé è una convenzione sociale, hanno allevato mia mamma da quando era una bambina e sono parte piena della nostra famiglia. Bice era la migliore amica di Lina, avendo Lina tanti figli e Bice nessuno, Lina ha ceduto mia mamma che all’epoca era la minore (un tempo le cose erano tutte molto più semplici). Per mia mamma sono stati dei genitori o anche di più, e sono tra le persone più importanti della mia vita.

Nino è un pittore, ha lavorato nel suo studio fino a qualche anno fa, quando per motivi di ristrutturazione lo hanno sfrattato. Ora i suoi quadri stanno tutti nel loro soggiorno, e all’ingresso, e in cucina. Non si contano. Nino ha sperimentato tanto nella pittura e nei soggetti ma la mia predilezione assoluta sono i suoi ritratti di donna. Sono incantevoli.quadro

Nino è di quelli che hanno girato tutta l’Italia con la vespa granturismo, dalle alpi alla Sicilia, che da ragazzi sono stati chiamati alle armi, che il primo impiego lo ha trovato a 15 chilometri da casa e ci doveva andare a piedi, Nino è di quelli che quando ti racconta della sua vita staresti ad ascoltarlo per ore. L’elenco delle medicine che deve prendere ogni giorno è più lungo dell’elenco del telefono. Negli ultimi tempi si era spento e aveva smesso di uscire, ma io spero che presto possa tornare in forze. Nino ha 92 anni e in questi giorni è tornato a dipingere, e ha dipinto un biglietto di auguri per Bice.

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Oggi Bice compie 91 anni e mia mamma ha fatto una crostata alla nutella per festeggiare. Bice è sposata con Nino da 68 anni, e ancora oggi manda avanti lei la casa. Hanno un appartamento vicino all’Adda e dalla finestra del loro soggiorno si può ammirare uno degli scorci più belli del Mondo.

Bice è magra magra, che se l’abbracci hai paura di romperla. Porta degli occhiali più spessi di un fondo di bottiglia e ha l’apparecchio acustico, ma che vista la gravità del suo udito da quando era ragazza, non può fare miracoli. Se parli molto forte però ti sente. Bice esce tutte le mattine curva sul suo bastone per andare a messa e a fare compere. La strada è sempre la stessa e la fa a memoria. Bice è lucidissima e quando ti parla sa dire cose così sensate che neanche i giovani.

Bice dice che ho una “bella testolina” e se volete sentire cose belle sul mio conto chiedete a lei, perchè non si stancherebbe mai di elogiarmi. Chissà poi perché.

Oggi le ho potuto fare gli auguri per telefono, grazie a queste tecnologie abbatti frontiere. Ho gridato con tutta la voce che avevo dentro, ma tanto era lo stesso, perché, quello che non sente con le orecchie, Bice, lo sente col cuore.

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6 risposte a “novantuno

  1. bellissimo mi è piaciuto tanto e mi ha messo dentro un po di malinconia ma positiva .Positiva perche non sono state scritte da un romanziere ma da mia figlia SILVIA che ha scritto tutto col cuore….bravissima

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